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Guido Guidi

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La Firenze dei Macchiaioli

La corrente artistica dei Macchiaioli non si sviluppò dal nulla, ma crebbe in un clima di costante fermento culturale.
La Firenze che li ospitò tra gli anni Cinquanta e Settanta dell’Ottocento, fu segnata da importanti eventi politici. In meno di vent’anni la città si trasformò, passando da modesta reggia di un granducato a città primeggiante in Italia e poi capitale del regno.
Primo riflesso del sommovimento del clima provinciale fu lo sviluppo di interventi urbanistici, legati alla presenza di nuovi architetti e scultori, che trasformarono il volto della città.
T. Signorini Mercato Vecchio a FirenzePer quanto riguarda l’urbanistica furono anni di trasformazioni, dovute forse al fatto che gli architetti che si affacciarono sul panorama fiorentino furono soprattutto di formazione ingegneristica ed ebbero modo di conoscere le grandi metropoli europee come Parigi e Londra. In generale è possibile cogliere il prevalere di uno stile eclettico, memore del Rinascimento fiorentino e dell’architettura manierista di respiro internazionale.
Il contesto urbano fu pesantemente trasformato in seguito all’abbattimento delle antiche mura, ad opera dell’architetto Giuseppe Poggi, considerato il più geniale, e alla costruzione dell’anello dei viali di circonvallazione. Furono create alcune piazze ed il fiume Arno, da G. Signorini Veduta dell'Arno da Ponte Vecchiosecoli fonte di energia e di traffici cittadini, si trasformò in una passeggiata romantica e borghese. Si andò così a costituire una nuova cinta urbana con il fiume e le colline posti da coronamento, mentre all’interno della città, continuarono a crescere borghi e quartieri.
Dagli anni Settanta assistiamo ad una stagione meno interessante per l’architettura e la scultura fiorentina. La grave crisi economica e la nuova ideologia nazionalista arricchirono la Firenze umbertiana di una serie di statue patriottiche ormai ripetitive, mentre il più interessante scultore del momento, Dupré, lavorava alla statuaria decorativa delle nuove facciate di Santa Croce e della Cattedrale.
La deicsione di collocare la capitale a Firenze, anche se solo per cinque anni, dal 1865 a l 1870, sconvolse anche la demografia cittadina, in seguito all’arrivo in città di numerosi piemontesi, che crearono una crisi degli alloggi.
La prima Esposizione Nazionale nel 1861, svoltasi in città, mise in luce l’arretratezza toscana ed italiana rispetto alle altre nazioni europee, ed il persistere di una mentalità economica di tipo agricolo.
G. Signorini Veduta di Piazza della SignoriaSeguirono gli anni in cui, passata la ventata patriottica risorgimentale, emersero nuovi problemi sociali, che portarono al fiorire di dimostrazioni, proteste e ai primi scioperi, con forti repressioni poliziesche.
La città mostrava quindi un panorama molto vasto e variegato al proprio interno, in cui dominava il contrasto tra due anime principali: quella popolare, in costante inquietudine per l’instabilità economica e quella borghese, ricca di frange colte ed illuminate. 
Osservando questo contesto si è quindi in grado di poter cogliere la portata innovativa dei Macchiaioli, che seppero distaccarsi da una certa persistenza nelle arti a loro contemporanee di un gusto ancora intriso di accademismo. Gli ideali del gruppo dei macchiaioli li portarono a dipingere un’altra Firenze, quella delle periferie, con il loro gusto realistico per la rappresentazione. Ma forse fu proprio questo clima, considerato per certi versi ancora troppo tradizionalista e non adatto a rappresentare e a testimoniare la vita reale, che fece scattare qualche cosa, un desiderio di verità, da parte dei membri di questo gruppo.

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