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Guido Guidi

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Tecniche, colori e soggetti

Il termine “Macchiaioli” deriva dalla peculiare tecnica cosiddetta a “macchia” utilizzata dagli artisti della corrente. Questa consiste nell’adozione di colori puri giustapposti che permettono la definizione dell’immagine attraverso il contrasto cromatico spesso molto acceso.
Rifiutavano l’uso di linee decise per contornare i propri soggetti, in modo tale che fossero soltanto il colore e la luce a costruire la realtà e a definire le zone di luce e d’ombra.
I bianchi e i neri, questa sorta di non-colori, stregarono gli artisti macchiaioli, percepiti come punti di confronto e di risalto sulla tela. A differenza dei colleghi impressionisti, che abolirono il nero dalle loro tavolozze, i macchiaioli osservarono come su di esso i toni degli altri colori si facessero più netti.
Proprio per quanto riguarda il nero, Cristiano Banti, nelle sue ricerche cromatiche escogitò il sistema dello “specchio nero” per meglio cogliere i contorni delle figure. Egli faceva riflettere il paesaggio su di uno specchio nero, annerito attraverso il fumo, in modo tale che esso apparisse senza scintilii di luce e affinchè le figure e le cose vi si stagliassero quali silhouette.
Dal punto di vista dei soggetti assistiamo all’abbandono di tematiche tradizionali, storiche e classiche per abbracciare i protagonisti della vita quotidiana. Nelle tele degli artisti macchiaioli ricorrono molto spesso i paesaggi rurali della campagna toscana, abitati da contadini intenti a lavorare i campi oppure nei momenti di riposo. G. Fattori Bovi al carroIl sistema di rappresentazione del paesaggio dei macchiaioli riuscì a superare il tradizionale vedutismo settecentesco. Infatti, mentre l’immaginario collettivo della pittura di paesaggio ottocentesca fu influenzata  dalla profonda ammirazione che i tanti turisti e stranieri del Grand Tour espressero non soltanto nelle bellezze artistiche, ma anche in quelle naturalistiche della città di Firenze, gli artisti macchiaioli ebbero il coraggio di di volgere il loro sguardo verso le modeste e dimenticate periferie, verso i viottoli e le casette, verso i campi assolati.
Oltre ai paesaggi, sono frequenti i ritratti.  Sebbene la tecnica della pittura a macchia sembri la meno adatta a questo genere, che fu da sempre basato su un gioco di dettagliata descrizione, i pittori toscani vi ricorsero spesso.S. Lega La contadina I “ritratti macchiaioli” partirono dalla ricerca del vero, perdendo i caratteri di solennità che da sempre caratterizzavano la ritrattistica passata. I personaggi ritratti sono di diversa estrazione sociale, dalla bellezza scomposta delle contadine e delle popolane, alle signore borghesi, fino alle personalità altolocate. La novità maggiore consiste nello staccare le figure da sfondi neutri e convenzionali, calandole in una cornice ambientale, all’interno della quale è possibile riconoscere gli aspetti della quotidianità.
Nei quadri di questi artisti è particolarmente presente la figura femminile nelle sue più svariate sfaccettature, ritratta sia nella fatica del lavoro fisico che nelle attività di diletto personale e artistico. Un’ulteriore tematica si sviluppò soprattutto nelle fasi iniziali del movimento. G.Fattori Il campo italiano dopo la battaglia di MagentaMolti artisti che aderirono alla corrente artistica dei Macchiaioli si trovarono coinvolti nel conflitto bellico, il quale segnerà un momento fondamentale per il loro percorso ideologico, culturale ed artistico. Sono numerose le scene che ritraggono i campi di battaglia dell’Italia risorgimentale, le quali vengono sviluppate in maniera originale da ciascun artista soprattutto dal punto di vista dei soggetti e della composizione, in quanto, trovandoci negli anni della nascita della corrente le G. Induno Trasteverina uccisa da una bombacaratteristiche tecniche e stilistiche non erano ancora del tutto codificate.
Così ci troviamo di fronte a scene di retrovie, dove ci si sta apprestando ad aiutare i feriti (Giovanni Fattori, Il Campo italiano dopo la battaglia di Magenta), oppure calati in una stanza accanto ad una giovane popolana uccisa dallo scoppio di una bomba (Gerolamo Induno, Trasteverina uccisa da una bomba).

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