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Guido Guidi

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Il pubblico

Nell’epoca in cui, dopo secoli di dominio della committenza di tipo religioso o signorile, iniziava a svilupparsi il cosiddetto libero mercato dell’arte, per chi dipingevano i Macchiaioli?
Nelle loro nobili intenzioni essi proclamavano di non dipingere per nessuno e di non essere al servizio del frivolo gusto corrente, che infatti disprezzavano. A coloro che ricercavano nell’arte il “bello” contrapponevano il “brutto”, che poteva coincidere con il semplice, l’umile e il quotidiano.
Il fenomeno dei Macchiaioli si sviluppò in un momento in cui la situazione artistica italiana appariva particolarmente complessa. Infatti, attorno al 1860 in contemporanea all’unificazione dello Stato italiano, assistiamo ad un disgregamento delle grandi correnti artistiche nazionali, in favore dello sviluppo di movimenti dal carattere locale e regionale, che in Toscana saranno rappresentati, appunto, dai Macchiaioli.
G. Fattori In VedettaFin dall’inizio in netto contrasto con il passato pittorico, anche prossimo, assunsero tratti polemici in merito al dibattito sull’arte. Svilupparono un modo di dipingere del tutto diverso, sia dal punto di vista della tecnica che dei soggetti. Già dall’esordio, pur presentando soggetti legati agli eventi bellici risorgimentali, dimostrarono un gusto differente, tanto che i “soldati macchiaioli” furono definiti dalla critica dei contadini in uniforme. All’indomani dell’ unità nazionale diressero la loro attenzione verso soggetti diversi, rivolgendosi verso il realismo di Courbet e l’amore per i lavori più umili e la fatica dei campi che caratterizzavano l’operato di Millet.
In questo clima, mentre la borghesia italiana cercava di allineare la propria mentalità e i propri gusti al clima di unità nazionale, il popolo, distante dalle novità unitarie, iniziò a riconoscersi con più facilità nel proprio ambito più ristretto, regionale.
In relta, a metà dell’Ottocento i rapporti fra la società italiana e questi artisti non erano chiarissimi.
Il nuovo sistema di pittura en plein air li portò a scoprire l’Italia più povera e più vera, ma anche a ritrarre i volti della nuova borghesia in ascesa. Sono numerose le signore borghesi ritratte dagli artisti macchiaioli colte nei loro momenti privati di vita quotidiana, all’interno dei salotti, sulle terrazze o nei giardini privati.S. Lega Un dopo pranzo
I Macchiaioli continuarono sempre a sostenere di voler dipingere per se stessi e di non essere schiavi del mercato e questo fu certamente vero, in quanto molti di essi dovettero vivere in miseria. 
Essi non fecero in tempo ad assistere ad un curioso fenomeno, ovvero la scoperta della loro arte proprio da parte del ceto borghese, il quale iniziò ad arredare i propri salotti con queste tele ritenute perfettamente adatte, sia per le dimensioni che per i soggetti, i quali vennero considerati in accordo con il nuovo gusto, ormai liberato dai medievalismi e dallo storicismo romantico.
In questo momento, dal punto di vista culturale, iniziò a diffondersi un nuovo interesse per la classe borghese e per il proletariato, non soltanto da un punto di vista artistico, ma anche filosofico e sociologico. Questo fu il frutto del nuovo sviluppo scientifico ed industriale che portò delle trasformazioni notevoli nelle abitudini di vita delle società europee.
In questo modo il tanto vituprato mercato, finì con il dare ragione ai macchiaioli.

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