aprile: 2014
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Il Caffè Michelangiolo

Il Caffè Michelangiolo si trovava a Firenze in via Larga, oggi via Cavour, fra il Duomo e piazza San Marco, collocato in un luogo strategicamente importante perchè a poca distanza dall’Accademia di Belle Arti, regno della pittura ufficiale. Dalla seconda metà dell’Ottocento fino gli anni Venti, questo divenne un luogo di accesissime discussioni non soltanto di ordine artistico. Luogo prediletto di ritrovo per gli artisti, quasi tutti toscani, che animarono vivacemente il panorama artistico italiano e che contribuirono in modo decisivo al rinnovamento dell’estetica pittorica tradizionale.
A. Cecioni Il Caffè MichelangioloIl gruppo non imponeva norme associative o vincoli di partecipazione , comprendeva artisti quali Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi, Telemaco Signorini ed altri ancora, compresi i critici e i teorici del movimento come Diego Martelli. Ognuno di loro sviluppò stili personali e linguaggi differenti, ma furono accomunati dall’ insofferenza verso l’arte accademica ed ufficiale . Lo scambio di idee era intenso, il clima fervente, non soltanto dal punto di vista estetico ma anche dal punto di vista politico.
Al Caffè vi si recavano anche artisti stranieri, provenienti soprattutto da Parigi, con i quali gli artisti italiani, reduci dalla visita all’Esposizione Universale del 1855, potevano confrontarsi. All’ Esposizione parigina essi ebbero infatti  l’opportunità di accostarsi alle opere dei pittori del Realismo francese. 
Il Caffè si dotava di due ambienti principali: il primo era dedicato ai clienti tradizionali, mentre il secondo era una stanza quadrata, simile ad un salotto borghese, destinato ad accogliere il gruppo degli artisti. Sono individuabili due momenti principali di sviluppo che videro un primo periodo fatto di discussioni politiche condotte sottovoce, che durò dal 1848 al 1855, ovvero gli anni cruciali per i noti moti rivoluzionari. Il secondo momento, fu invece rivolto tutto all’arte ed ebbe i Macchiaioli come protagonisti stanziali, i quali ne fecero un punto di riferimento e di ritrovo per discutere delle questioni di tipo estetico ed ideologico che caratterizzarono la nuova corrente artistica.
In realtà, in Italia, il fenomeno dei caffè come luogo di ritovo per artisti e come poli culturali cittadini ebbe moltissimo sucesso tra Otto-Novecento, e soprattutto nella città di Firenze, andando a ricoprire quello che nel Settecento era stato il ruolo delle Accademie e nel primo Ottocento dei salotti.

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