ottobre: 2014
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Guido Guidi

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Giorgio Luxardo

Giorgio Luxardo nasce a Livorno nel 1937, dove compie i primi studi presso i maestri livornesi, come Renato Natali, attraverso i quali si indirizza subito verso linguaggi figurativi derivati dalla tradizione macchiaiola. L’artista si forma attraverso lo studio dal vero, traendo dalla visione diretta della natura il suo spunto principale, proprio come i grandi artisti Macchiaioli. La sua è un’osservazione attenta, puntigliosa, attraverso la quale costruisce forme nitide, modellate da un sapiente uso dei colori e da una perfetta mudulazione della luce.
Il critico Sergio Vincenzoni, nel 1979, nota la capacità di Luxardo nel cogliere quel qualcosa in più presente anche nell’oggetto più banale, che riesce così a trasformare in qualcosa di trascendente.
Entra a fare parte del Gruppo Labronico, del quale è oggi il socio più anziano, a partire dal 1964.
Egli è stato tra i promotori del Premio Rotonda ed ha preso parte a convegni e mostre collettive in Italia e all’estero, promuovendo le sue opere anche attraverso numerose personali nelle più importanti città italiane.
Nel 1975 gli è stato assegnato il Premio Nazionale Marc’Aurelio per la pittura.

I soggetti di Giorgio Luxardo, apparentemente semplici, come le coste toscane, le campagne livornesi, le terre maremmane e le nature morte, sono trattati dall’artista con un’attenzione ed una cura tale da non apparire mai banali, ma al contrario, caricati di un sentimentalismo nuovo. Le nature morte, ad esempio, costruite con una sapienza quasi scenografica ed indagate con perizia, nelle forme e nelle luci, permettono al pittore di creare capolavori senza tempo. Nato in una regione ed in una città dal vivace clima culturale ed artistico, la sua formazione avviene tutta sotto l’influenza dei dettami dei maestri livornesi, a loro volta influenzati dalla celebre “macchia” toscana, che spinge il giovane Luxardo ad un contatto sempre diretto con la natura, che lo porterà a sviluppare un linguaggio personale, mostrando però sempre la sua devozione per il passato artistico toscano. Le mille ed intense sfumature dei suoi quadri, create attraverso accostamenti delicati di colore, con una pennellata che a volte si fa più precisa, mentre altre più rapida, nel ricordo dei postmacchiaioli, emozionano sempre l’osservatore, che si trova costretto a riconoscere la magnificenza della natura.

 

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