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Guido Guidi

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Il Gruppo Labronico

Con il nome di Gruppo Labronico si vuole indicare il nucleo di importanti artisti formatosi nella città Livorno ed attivo dal 1920 circa, a partire da una riunione tenutasi il 15 luglio dello stesso anno, alla quale parteciparono i più attivi artisti della città, uniti dallo scopo di valorizzare l’arte livornese, rilanciando la città come nuovo snodo culturale  toscano.
Fra i primi importanti membri, troviamo accostati i più anziani esponenti della corrente precedente, indicati come Postmacchiaioli, accanto alle nuove leve, che crebbero in questo clima di fermento cittadino.
Tra gli eventi alla base della creazione del nuovo gruppo è possibile collocare con certezza la notizia della prematura scomparsa di Mario Puccini, la quale pesò moltissimo sugli animi dei frequentatori del Caffè Bardi. Amato e ricordato dagli artisti ed amici contemporanei come icona della pittura dal vero, essi decisero di dare vita ad un movimento artistico che in un certo senso ne perpetuasse la memoria e le tendenze stilistiche, all’interno di un progetto più generale di promozione e valorizzazione dell’arte livornese, che riuscisse anche a rendere giustizia agli artisti dimenticati.
Così, il 15 luglio del 1920 15 pittori si riunirono presso lo studio di Gino Romiti dove, in seguito ad accese discussioni in merito al nome da attribuire al nuovo movimento, nacque il Gruppo Labronico. Tra i primi impegni di cui si incaricò il gruppo ce ne fu uno che stette loro molto a cuore. Essi fecero in modo che la salma del pittore Mario Puccini venisse inumata nel Famedio di Montenero, azione che confermò il reale interessamento nei confronti dell’artista scomparso.
I fondatori del Gruppo si trovarono per stabilire i principi fondamentali del neonato Gruppo livornese ed alcuni punti ai quali i soci avrebbero dovuto rigorosamente attenersi. Tra questi, proposero di organizzare almeno una mostra all’anno, scegliendo come sede della prima esposizione una sala del “Palace Hotel” che rimase aperta dal 12 agosto al 21 settembre 1920.
Già dagli esordi il gruppo organizzò mostre a livello nazionale ed internazionale, allo scopo di promuovere i propri membri. Tra queste: l’Esposizione Internazionale d’Arte di Sanremo e la 90° Esposizione degli Amatori e Curatori di Roma.
Dal punto di vista dell’impostazione stilistica si avvertirono due tendenze. Infatti, mentre Gino Romiti, che fu presidente del Gruppo dal 1943 al 1967, cercò di dare un’impronta più tradizionalista in stretto contatto con gli insegnamenti del grande maestro livornese Giovanni Fattori, l’ingresso dell’artista sperimentatore Voltolino Fontani, nel 1951, portò un impulso innovatore, che aprì la strada anche ad altri pittori meno legati alla tradizione dei Postmacchiaioli.
Certamente fondamentale per la costituzione del nuovo movimento fu la realtà artistica livornese. Città in continuo fermento culturale, già a partire dalle tendenze postmacchiaiole che per prime iniziarono a voler fare di Livorno il secondo centro artistico toscano dopo Firenze. Ormai sembrò giunto il momento per gli artisti che frequentavano il Caffè Bardi, come i loro predecessori frequentarono il Caffè Michelangiolo, di consolidare e di ufficializzare l’esperienza vissuta fino a quel momento all’interno del Caffè in un sistema associativo nuovo, che si facesse portavoce dei nuovi ideali e delle nuove tendenze, nate nel solco della tradizione pittorica toscana. Essi sentivano ora il bisogno di essere riconosciuti anche all’esterno come nuovo gruppo attivo, parte integrante della vita artistica cittadina, quindi colsero l’occasione per onorare la scomparsa di Mario Puccini nel fondare il gruppo, ma va sottolineato che questa triste circostanza fu sotanto una casualità, dato che queste passioni e questo sentire comune, sarebbero ugualmente sfociati in un’associazione artistica di un certo livello.
L’attaccamento del gruppo alla propria terra e alle proprie origini, ed il desiderio di esaltare la città toscana si evince anche dalla scelta dell’appellativo “labronico”, termine di origine latina che sta ad indicare quel tratto di costa tirrenica che va da Livorno a Castiglioncello. Molti artisti del Gruppo furono inoltre originari della città che continuò comunque ad essere per loro fonte d’ispirazione.
Questa compagnia di pittori esiste ancora oggi Livorno, dove continua a  fare parte della viva realtà artistica contemporanea cittadina.

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