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Guido Guidi

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Odoardo Borrani

Odoardo Borrani (1833-1905), figlio di un modestissimo pittore paesista, frequentò dal 1849 la scuola del restauratore Gaetano Bianchi e successivamente, nel 1853, l’Accademia di Firenze, influenzato dai pittori a lui contemporanei, iniziò fin da giovane un’amicizia preziosissima con Telemaco Signorini, con il quale iniziò a lavorare sulla pittura all’aperto.
Prese parte, nel 1859, alla seconda guerra d’indipendenza come volontario ed entrò in contatto con il gruppo dei Macchiaioli attraverso la frequentazione del Caffè Michelangiolo. Fu uno dei più accesi sostenitori degli ideali del gruppo e fra i più attivi pittori aperti al nuovo e al vero.O. Borrani via San Leonardo
Gli anni Sessanta sono per Borrani i più carichi di creatività, nei quali si avvicina con curiosità ed attenzione alla pittura degli altri esponenti del gruppo. Si dedicò ai temi cari della cultura macchiaiola, costituiti da un rigoroso impianto disegnativo e dalla resa tersa delle luci, attraverso dipinti che mostrano scene domestiche, paesaggi di periferia o vedute della campagna toscana. Soggetti carichi di nostalgia resi attraverso la bellezza assoluta della forma.
Nel 1876 con l’amico Silvestro Lega decise di aprire una Galleria d’Arte Moderna a Firenze in Piazza Santa Trinita, ma l’impresa ebbe scarso successo e si rivelò fallimentare, influenzando negativamente l’animo dell’artista.
Seguirono anni duri per il pittore, dal punto di vista sentimentale, segnati dalle perdita di un figlio, da una separazione, dalla morte della sua seconda compagna e del suo carissimo amico Adriano Cecioni. Eventi che pesarono sull’indole malinconica dell’artista, tendente alla depressione, e che lo portarono alla morte non molto tempo dopo, nel 1905.
O. Borrani Porta San GalloL’artista, poco apprezzato in vita, fu celebrato in una grande mostra permanente, tenutasi poche settimane dopo la sua scomparsa, presso l’Associazine degli Artisti Italiani a Firenze.
Negli ultimi anni della sua esistenza, Borrani ebbe alcune ragioni di conforto economico tramite la sua annessione all’Accademia come professore accademico corrispondente, collaborando come disegnatore alla “Illustrazione italiana”, partecipando ad alcune esposizioni e attraverso la sua atività di decoratore presso la manifattura Ginori di Doccia ed insegnante nella sua scuola privata.
Borrani fu uno dei massimi protagonisti della vicenda macchiaiola, non uscì mai dai confini italiani ed ebbe una vita travagliata, soprattutto sentimentalmente, segnata da uno scarso successo di critica e pubblico.

O. Borrani 26 aprile1859Secondo la critica odierna il decennio fra gli anni Sessanta e Settanta fu il più ricco per l’artista. Nell’evoluzione della sua carriera vengono riscontrate le influenze dei grandi protagonisti del gruppo a lui contemporanei, come Lega, attraverso lo sguardo attento e sospeso sulle consuetudini della borghesia, e Fattori, nella serenità dei temi e dei toni, così come agli esordi aveva condiviso il gusto per la “macchia” molto forte in Signorini. Queste similitudini, dovute al fatto di appartenere ad un movimento artistico comune, uniti dagli stessi ideali pittorici e teorici, non impedirono a Borrani di sviluppare un linguaggio assolutamente autonomo e distinguibile. Opere dotate di un profondo senso di compostezza e di equilibrio, spazi costruiti con luminose e calibrate campiture di colore, che infondono una profonda quiete nell’osservatore. Nelle sue tele resta però sempre vivo un realismo rigoroso, attento ai particolari, ottenuti grazie alla sapienza pittorica dei suoi colori. La materia pittorica è lisca e modellata dalla luce, memore dei predecessori toscani quattrocentisti.

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