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Guido Guidi

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I teorici del gruppo: Martelli e Cecioni

F. Zandomeneghi Diego MartelliDiego Martelli (1839-1896) fu il grande teorico, mecenate e soprattutto amico dei Macchiaioli. Li aiutò intellettualmente e concretamente ospitandoli nelle sue tenute di Castiglioncello, tanto che si sviluppò anche una Scuola legata a questo luogo.
Figlio unico, egli fu erede di una fortuna finanziaria ed economica che gli permise di sostenersi e di sostenere gli amici pittori. Nutrì la sua cultura di scritti mazziniani e visse nella speranza di una patria libera ed onesta e nel grande mito dell’arte.
Gli storici oggi gli riconoscono ottime qualità di critico, fu infatti il primo a voler costituire un legame tra macchiaioli ed impressionisti, cercando di promuovere le opere degli artisti toscani anche al di fuori dei confini italiani.
Nel 1855 Martelli fece il suo ingresso al Caffè Michelangiolo e nel 1862 partì alla volta di Parigi. Nel 1866, reduci dal fronte, Martelli e gli artisti del gruppo vivranno duri momenti di sconforto per la causa civile, contemporaneamente al dissolvimento dell’avventura del Caffè. E’ proprio in questo momento che egli decise di fondare Il Gazzettino delle Arti del Disegno, giornale da lui diretto e sovvenzionato che manterrà per un anno le sue pubblicazioni, diffondendo informazioni fondamentali sull’avventura storica e artistica dei macchiaioli.
G. Fattori Diego MartelliNel 1878 si recò nuovamente a Parigi e in una storica conferenza al Circolo Filologico di Livorno propose una prima definizione critica degli impressionisti, con l’intento sempre presente di collegare i due movimenti artistici, cercando anche di introdurre la pittura di Giovanni Fattori a Parigi.
Attorno alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento, quando la stagione macchiaiola stava volgendo al termine, decise di intraprendere la strada della politica, però senza molto successo, diventando consigliere comunale a Firenze. Martelli fu il più importante critico e mecenate interprete della pittura dei macchiaioli, da lui spinta sulla scena internazionale.

A. Cecioni Bambino con galloAdriano Cecioni (1836-1886) iniziò la sua carriera come apassionato d’arte ed artista egli stesso, eccellente scultore e discreto pittore. In gioventù studiò scultura, ma fu presto chiamato alle armi nel 1859.
Grazie anche alla sua indole ribelle a ai sui ideali innovatori entrò presto in contatto con il gruppo dei Macchiaioli. Nel 1863 vinse un pensionato di studio a Napoli, dove resterà fino al 1867 e dove fonderà la scuola pittorica di Resina, con cui condivise la volontà di rinnovare il linguaggio figurativo depurandolo da implicazioni contenutisiche.
Dei Macchiaioli egli fu soprattutto teorico. Convinto sostenitore di un’arte antiaccademica, che fosse in grado di rappresentare la vita vera e la contemporaneità, abbandonando il passato. Gli artisti macchiaioli, per Cecioni, nei loro quadri non ricercavano il bello “ideale” con il solo scopo di A. Cecioni Il solleticovendere quadri, ma proponevano personaggi e paesaggi reali.
Investigò anche “la macchia” dal punto di vista tecnico, indicando come miglior tecnica l’apposizione di colore puro, senza l’ausilio del disegno a matita. L’arte doveva essere in grado di rendere le espressioni che venivano recepite attraverso la realtà.
Come scultore Cecioni non volle mai sfruttare il suo talento, nonostante qualche breve soggiorno a Parigi,  dove riscontrò un discreto successo e a Londra, dove lavorò come caricaturista per i giornali, ritornò sempre a Firenze, dove visse con la sua famiglia in costanti ristrettezze economiche.
Nel 1848 divenne insegnante di disegno nel Magistero di Firenze e morì nel 1886 lasciando le pagine de suoi Scritti e ricordi, importante testimonianza storica e critica delle vicende pittoriche dei macchiaioli, accanto agli scritti di Martelli.

IL GAZZETTINO DELLE ARTI E DEL DISEGNO
Il “Gazzettino delle Arti del disegno” fu il periodico d’arte dell’Ottocento toscano fondato e diretto dal teorico e sostenitore del gruppo dei macchiaioli Diego Martelli. Il “Gazzettino” uscì a Firenze per la prima volta il 26 gennaio 1867 e cessò la pubblicazione il 7 dicembre 1867.
Nonostante le breve durata, di un solo anno, si rivelò un’importante testimonianza in merito alla vicenda degli artisti Macchiaioli. L’intento principale promosso da Martelli all’interno del “Gazzettino” era quello di trattare dell’arte italiana contemporanea, con un particolare rilievo dato al gruppo dei Macchiaioli. Divenne,inoltre, uno strumento teorico contro l’accademismo ed il gusto passatista che il movimento dei Macchiaioli intendeva con forza superare. Accanto agli interessanti articoli e saggi scritti dallo stesso Martelli o da artisti appartenenti al gruppo toscano, trovarono spazio sulle pagine del “Gazzettino” anche sterili polemiche dal carattere meno interessante.
Tra gli intenti vi era quello di promuovere e far conoscere gli artisti del gruppo dei Macchiaioli, attraverso l’inserimento in ogni numero di un articolo di fondo che riportasse la biografia di un artista e notizie sulla sua arte. Inoltre, cercò di svincolare Firenze dal suo carattere “provinciale” inserendo anche estratti da periodici d’arte pubblicati a Parigi e Londra. Martelli volle aprire un dialogo artistico tra le varie regioni d’Italia, ma anche aprire l’orizzonte internazionale dell’informazione sulle arti.
Il “Gazzettino” può essere considerato uno strumento di risveglio artistico per la Toscana e in paricolr modo per Firenze, condotto attraverso la corrente dei Macchiaioli. Esso è una fonte ricca e preziosa, seppur breve nella durata, per approfondire la conocenza sui macchiaioli e sull’arte del loro tempo in Toscana e in Italia.

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