luglio: 2014
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Guido Guidi

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Giuseppe De Nittis

Giuseppe De Nittis (1846-1884) nacque a Barletta, ma si formò artisticamente a Napoli, dove frequentò l’Istituto di Belle Arti, fino a quando non fu cacciato per il suo carattere ribelle.
G. De Nittis Colazione in giardinoPrese parte alla cosiddetta Scuola di Resina, prosecutrice dell scuola di Posillipo fondate essenzialmente sul Verismo e sul Vedutismo, influenzando notevolmente la pittura napoletana contemporanea e contribuendo a misurare una tavolozza che si dimostrava da tempo troppo accesa.
Spinto dal fiorentino Adriano Cecioni si recò a Firenze, dove frequentò per un breve periodo il gruppo dei Macchiaioli.
Nel 1867 si trasferì a Parigi, dove le sue doti di grande disegnatore ed abilissimo ritrattista lo fecero subito ben volere da pubblico e critica. Degas, nel 1874, lo invitò alla prima mostra degli Impressionisti, dove raccolse ulteriori successi, presentando diversi quadri, tra i quali alcuni di soggetto napoletano. Inoltre, si legò al mercante Goupil, grazie al quale raggiunse grande fama e si guadagnò la stima della tanto ritratta borghesia parigina.
Amico di Manet e di Degas, tenne nella sua casa un importante salotto frequentato dall’intelletualità della capitale francese.
Ebbe una delle carriere più fortunate e fu uno degli artisti più alla moda del suo tempo, morì a soli trentotto anni nel 1884.

G. De Nittis Salotto della Principessa MatildeIl talento di De Nittis è oggi indiscutibile, egli è in grado di dominare il colore, facendolo vibrare attraverso toni che riescono a  ravvivare la luminosità degli spazi ritratti, creando limpide trasparenze. Frequenta il gruppo degli artisti toscani, anche se ben poco di puramente macchiaiolo si ravvisa nelle sue tele, che vengono precocemente conquistate dai richiami eleganti e mondani di Parigi. Abilissimo ritrattista, rivela il suo talento anche nella resa dei paesaggi, spesso non completamente definiti, ma con una sapiente degradazione del colore e con un sottofondo di monocromatismo che rendono assolutamente personali le sue tele.

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