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Guido Guidi

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Federico Zandomeneghi

F. Zandomeneghi Terrazza sul BoulevardFederico Zandomeneghi (1841-1917) nacque a Venezia, città fervente dal punto di vista delle diverse influenze culturali, che visse il dominio francese, austriaco e i moti rivoluzionari. Dal punto di vista artistico però, la città era ancora soggetta ai mediocri professori dell’Accademia. Crebbe in una famiglia di artisti, con il nonno ed il padre scultori, e nel 1856 frequentò l’Accademia di Venezia, città nella quale conobbe Giuseppe Abbati.
Si rifugiò a Pavia per il timore della coscrizione obbligatoria nell’esercito austriaco, ma spinto dalle inquietudini giovanili partecipò alla spedizione garibaldina dei Mille e si legò al gruppo dei garibaldini che giunse in Aspromonte.
F. Zandomeneghi Ragazza con caneDimostrò di essere un giovane di talento, ma molto presto insofferente rispetto ai dettami accademici.
Nel 1862 si trasferì a Firenze, dove vi rimase per un certo periodo, e dove conobbe una parte del gruppo dei giovani aderenti alla corrente dei Macchiaioli, con il quale visse in strettissimo contatto. Sono gli anni in cui accanto all’amico Giuseppe Abbati si occupò dello studio dei contrasti e degli effetti del bianco e del nero sui candidi sai dei monaci fiorentini di San Marco. Nella città vi rimase fino al 1866 elaborando le sue tele in stretta connessione con la poetica della “macchia”.
Successivamente, dopo una una prima sosta a Venezia nel 1868, partì verso Parigi nel 1874. Motivo della sua partenza fu il desiderio di visitare la prima mostra degli Impressionisti, ma l’ingresso nella città francese fu per Zandomeneghi una rivelazione, tanto che decise di rimanervi definitivamente, fino alla sua morte nel 1917.
Dal 1875 iniziò ad adoperarsi per accogliere ed aiutare gli artisti del gruppo toscano in visita presso la Città.

F. Zandomeneghi Il risveglioLe opere di Zandomeneghi non furono da subito coinvolte dal contatto con l’impressionismo francese, ma a poco a poco le sue tele finirono con l’esserne inevitabilmente influenzate, seppur egli mantenne la propria originalità stilistica.
Secondo la critica, le sue opere sono avvolte da una luminosità sognante e raffinata, conquistata anche grazie ad un alleggerimento della tavolozza caratteristico dei Macchiaioli di istanza a Parigi. Il suo gusto per le tonalità calibrate e per l’armonia compositiva lo porteranno ad essere apprezzato anche dal pubblico francese, mentre in Italia il riconoscimento della critica ed il successo di pubblico saranno tardivi.
Resteranno per sempre celebri le figure femminili di Zandomeneghi, colte in momenti di privata quotidianità, le quali non sembrano neppure accorgersi di essere ritratte, ma trattate con assoluta perizia nella luce, nella cromia e nei dettagli degli abiti e degli ambienti.

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