ottobre: 2017
L M M G V S D
« Gen    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

ARTISTA DEL MOMENTO:

Link to Guido Guidi

Guido Guidi

Guidi Guidi Guidi Guidi

Plinio Nomellini

Plinio Nomellini (1866-1943) nacque a Livorno, ma in tenera età si trasferì con la famiglia a Cagliari, per questioni lavorative del padre impiegato presso le Regie Dogane. Proprio per volere paterno fu iscritto alla Scuola Comunale di Arti e Mestieri e contemporaneamente frequentò i corsi del pittore Natale Betti, tenuti alla Scuola Comunale di Disegno.
P. Nomellini Il fienaioloUn sussidio mensile del Comune gli consentì di recarsi a Firenze, dove continuò gli studi presso l’Accademia di belle Arti. Frequentò assiduamente anche lo studio di Giovanni Fattori, del quale divenne presto allievo prediletto, e dove incontrò Silvestro Lega e Telemaco Signorini, di quest’ultimo colse soprattutto l’acutezza visiva e la capacità di registrazione della luce e dell’ambiente.
Nomellini esordì alla Promotrice fiorentina nel 1986, ma il grande salto lo compì nel 1888, con la presentazione di un dipinto dall’eccezionale tensione ottica e luminosa, Il fieno, che gli garantì le lodi di Diego Martelli ed una recensione entusiastica di Signorini.
Molto importante per gli sviluppi della sua carriera fu il contatto con le opere esposte a Firenze da Alfredo Muller, intrise di Impressionismo, dalle quali il giovane Nomellini fu fortemente colpito. Alla Promotrice fiorentina del 1890-1891 le sue opere furono tra quelle attaccate dalla critica.
L’artista, non ricevendo più l’assegno mensileP. Nomellini Il pergolato del Comune, si trasferì a Genova dove vi rimase fino al 1902. Sono anni di profonda ricerca artistica, ma anche di militanza anarchica e di partecipazione alle lotte operaie che infiammarono la Liguria e la Lunigiana.
Alla metà degli anni Novanta le quotazioni delle sue opere di gusto divisionista, che pur mantennero uno stile indipendente, furono in ascesa, oltre alle Promotrici de Genova e Firenze partecipò anche ad alcune esposizioni milanesi.
L’esperienza ligure lo portò in contatto con i membri del cenacolo di Albaro, ritrovo dell’intellettualità genovese, confronti che lo portarono a trasformare gradualmente il suo linguaggio impressionista verso quello divisionista.
L’ultima importante avventura in Liguria fu nel campo della grafica, collaborando a “La Riviera Ligure”.
Dopo il soggiorno genovese si trasferì in Toscana dove, il ritrovare la bellezza naturalistica dei luoghi ed i vecchi amici, lo portarono a sviluppare un nuovo momento artistico fatto di paesaggi abitati da figure umane ed animali, concependo la natura in senso ancestrale, come forza creatrice.
Nel 1907 allestì, insieme ad altri artisti, la Sala del Sogno alla Biennale di Venezia. Si trasferì poi a Viareggio, dove la sua casa divenne luogo di ritrovo per amici ed intellettuali. Proseguì la sua attività espositiva presso Roma e Firenze, attraverso opere in cui rimane vivo il senso del colore che lo accompagnò per tutta la sua carriera.
Morì a Firenze nel 1943.
P. Nomellini Il Golfo di Genova o marina ligure
Plinio Nomellini fu soprattutto il pittore della luce, ma di una luce infuocata. Per questo motivo non si trovò a suo agio tra gli artisti contemporanei che, contrari allo sfaldamento della figura e dell’oggetto attraverso la luce, si rivolsero al recupero della volumetria geometrica e costruttiva. Dopo un primo periodo di pittura infuocata che lo portò a sviluppi di tipo impressionista e divisionista, sintetizzò le proprie esperienze in alcuni acquerelli memori delle prime esperienze macchiaiole, ma con una certa fantasia coloristica. Fu soprattutto, ma non solo, pittore di paesaggi dal carattere sognante, incantato. I suoi protagonisti, pur saldi nelle loro costruzioni, sembrano collocarsi in uno spazio che va al di là della realtà, creature che sembrano emergere dalla luce e dal colore.

PDF    Invia l'articolo in formato PDF