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Guido Guidi

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Lorenzo Viani

L. Viani Piazza della chiesa di MontecatiniLorenzo Viani (1882-1936) nacque a Viareggio, dove trascorse la prima parte della sua infanzia presso la Villa Reale di Don Carlos di Borbone, dove il padre prestava servizio. Il piccolo Lorenzo frequentò le scuole elementari fino alla seconda classe, quando, sia per l’indole difficilmente domabile del ragazzo sia per le disagiate condizioni economiche familiari fu costretto a lavorare. Iniziò così a prestare servizio come garzone nella bottega del barbiere Fortunato Primo Puccini, figura ricordata dallo stesso Viani in un suo romanzo pubblicato postumo nel 1939 Barba e Capelli, e presso la quale restò diversi anni. Qui potè iniziare un autonomo studio dell’anatomia umana, delle fisionomie diverse, stimolato dal gran numero di personaggi che incontrò durante la sua attività.
L. Viani La Befana della bambina poveraEgli sviluppò così un gusto ed un sistema di apprendimento autonomo e personale, fino a che non conobbe Plinio Nomellini, proprio all’interno della bottega, amico e maestro irrinunciabile, il quale lo incoraggiò ad iscriversi all’Istituto di belle Arti di Lucca, dove frequentò i corsi dal 1900 al 1903, grazie ad un sussidio annuale del Comune di Viareggio, ottenuto anche attraverso lo stesso Nomellini. Questi anni furono segnati anche dalla passione politica, di stampo anarchico, dall’arresto e dall’esperienza in carcere.
Viani, attorno al 1904, mentre già frequentava lo studio di Giovanni Fattori, venne ammesso alla Scuola libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. L’artista conobbe il grande maestro sempre attraverso l’intercessione di Nomellini, furono anni ricchi di incontri e stimolanti per il suo percorso artistico, nei quali ebbe modo di conoscere ed apprezzare anche l’arte dei grandi artisti toscani quattrocenteschi e cinquecenteschi.
L. Viani ZingariDebuttò ufficialmente, con cinque disegni, alla Promotrice Fiorentina del 1904.
Dopo un breve soggiorno a Viareggio, si trasferì a Genova, nel 1907, e partecipò alla Biennale veneziana esponendo alcuni disegni.
Tra il 1908 ed il 1909 compì il tanto desiderato viaggio a Parigi. Il soggiorno nella grande città fu segnato da non poche difficoltà, soprattutto di carattere economico, ma fu comunque fecondo di ispirazioni e di stimoli.
Gli anni successivi furono caratterizzati dai viaggi e da un’intensa attività espositiva, fino a che non fu richiamato alle armi nel 1916, fino al congedo nel 1919.  Dopo essersi sposato, sempre nel 1919, trascorse alcuni anni a Montecatini, per poi fare ritorno a Viareggio. Anni in cui ad ispirarlo furono soprattutto le figure di bambini intenti nelle loro occupazioni.
Nei primi anni Venti riprende contemporaneamente l’attività espositiva e quella di scrittore, dedicandosi fino al 1927 al Monumento dei caduti di Viareggio.
Alla sua fortuna di artista, riconosciuto e di successo, non si accompagnò però un buono stato di salute, alla fine degli anni Venti iniziarono infatti gli attacchi d’asma.
Nel 1933, a causa dell’aggravarsi della sua malattia venne ricoverato presso l’ospedale psichiatrico di Nozzano, in provincia di Lucca. Furono anni bui, segnati dalla sofferenza, nei quali però l’artista non arrestò la propria attività, continuando la sua produzione, soprattutto di disegni, i quali ebbero per soggetto i malati di mente, che attraevano Viani per il fatto di essere ai limiti della società, quasi dimenticati a causa della loro malattia e quindi bisognosi di protezione.
L. Viani Il folleColpito da un forte attacco d’asma morì nel 1936, lo stesso anno in cui portò a termine il suo ultimo incarico, cioè una serie di pitture per il Collegio di Ostia, delle quali non potè assistere all’inaugurazione.

Durante tutto il corso della sua attività, Lorenzo Viani si sentì sempre molto attratto dai più poveri e dai derelitti, dalle diverse personalità collocate spesso ai margini della società. Egli fu in grado di trasferire sulle sue tele la condizione umana, la vita e le vicende dei più deboli, attraverso una pittura intensa, costituita da una pennellata decisa e veloce, con forti impressioni cromatiche, in grado di essere espressiva dei sentimenti umani.
Nelle sue opere la drammaticità dei personaggi ritratti è trattata con estrema grazia e poeticità, in grado di coinvolgere e commuovere l’osservatore. La povertà dei mezzi artistici fu per lui una scelta in direzione dell’essenzialità e della sobrietà che permette di cogliere le diverse forme della vita dei più umili.

LORENZO VIANI DISEGNATORE
L. Viani Famiglia di poveriL’attività di Lorenzo Viani segue lungo tutto il corso della sua carriera due linee parallele costituite dalla pittura e dal disegno. L’artista, infatti non abbandona mai la sua propensione grafica, che risulta ugualmente interessante, tanto quanto la sua produzione pittorica. Viani è particolarmente interessato alle personalità che vivono ai margini della società, ai reietti, riprodotti sui suoi fogli tramite un tratto graffiato, che costruisce i personaggi attraverso una moltitudine si segni neri, deformandoli attraverso un linguaggio che, risentendo della tradizione espressionistica, cerca di indagarne la personalità e l’interiorità psicologica. I suoi personaggi appaiono come appartenenti a mondi paralleli, fantastici, non pienamente calati nella quotidianità. Le tecniche utilizzate dall’artista per la sua produzione grafica sono molteplici: dai disegni a penna, eseguiti con un grafismo di respiro europeo; alle xilografie, nelle quali il netto contrasto tra i bianchi ed i neri è in grado di esaltare l’intensità del suo linguaggio.
L. Viani PreoccupazioniLa critica oggi colloca, in generale, la sua produzione di cartoni nei quali il caratteristico tratto nero si fonde con i pastelli colorati tra gli anni Dieci e gli anni Venti della sua carriera. Immagini forti, dai colori decisi, nelle quali l’aggressivo tratto nero viene stemperato dalla delicatezza dei toni pastello, ritraendo personaggi solitamente ai margini della società, sempre avvolti da un alone di tristezza, i quali però non appaiono mai privi di una dignità personale. Ad ispirare l’opera di Viani sono artisti come Edvadr Munch, il quale lo spinge a calarsi all’interno delle vicissitudini umane per indagarle nel profondo, così egli è ispirato a muovere i suoi passi con uguale impegno sia nella pittura che nel disegno. Il percorso dell’artista procede e si arricchisce di spunti in Francia, soprattutto a Parigi, come in Italia. A Parigi, complice la sua parallela attività di scrittore, lo porterà anche ad essere a contatto con le produzioni grafiche più interessanti di quegli anni, che certamente ne influenzarono gli sviluppi artistici. A partire dal 1907 egli inizia la sua attività di disegnatore su importanti giornali politici italiani come “Il Popolo”, quotidiano fiorentino, “La Fionda”, settimanale genovese, entrambi diretti da Luigi Campolonghi.
La produzione grafica di Lorenzo Viani risente anche del particolare interesse sviluppato dall’artista nei confronti dell’arte dei cosiddetti Primitivi, vedendo in essa lo strumento capace di comunicare con quel popolo diseredato ed ignorante, a lu tanto caro, che non aveva altra forma di apprendimento se non le immagini. A testimonianza di questo molte xilografie nelle quali egli realizza una perfetta sintesi tra linguaggio moderno ed antico, mescolando liberamente gli aspetti dell’espressionismo con quelli medievali, rappresentando figure dagli atteggiamenti evocativi delle iconografie sacre.

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