agosto: 2017
L M M G V S D
« Gen    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

ARTISTA DEL MOMENTO:

Link to Guido Guidi

Guido Guidi

Guidi Guidi Guidi_cavalleria_olio-su-tavola_50x70 Guidi

Giovanni Bartolena

Giovanni Bartolena (1866-1942) nacque a Livorno dove trascorse la sua infanzia nella villa di famiglia, accanto allo zio Cesare, artista livornese ed autore principalmente di quadri di battaglie, dal quale il giovane Giovanni apprese i primi rudimenti artistici. Si trasferì poi a Firenze dove completò gli studi presso Giovanni Fattori, ma attratto dalle distrazioni del capoluogo toscano non si impegnò seriamente negli studi accademici.
G. Bartolana Sulla spiaggiaEsordì ufficialmente nel mondo dell’arte nel 1892, presso la Promotrice di Torino. Negli anni successivi, inviò le sue opere, soprattutto paesaggi, sia a Firenze che a Torino.
Gli insegnamenti dello zio e di Giovanni Fattori non fecero altro che convogliare le innate doti pittoriche di Bartolena verso un linguaggio personalissimo. Assimilò da Fattori il gusto per un paesaggio dai caratteri mitologici, arcaici, che appare collocato al di fuori del tempo reale. Anche lo stesso Bartolena, a suo modo, visse al di fuori del tempo, pur non essendo nè anarchico nè ribelle, fu un individualista, volle vivere libero.
Negli anni Novanta la famiglia subì un crollo finanziario, che lo portò a pensare di svolgere seriamente la professione di artista.
Dopo aver tentato la fortuna anche a Marsiglia senza successo, nel 1898, decise di tornare in patria, prima a Lucca e poi a Firenze, dove rimase fino allo scoppio della prima guerra mondiale.
Nel 1917 Fabbrini, direttore del “Corriere di Livorno”, divenne per tre anni suo mecenate, garantendogli vitto e alloggio. In questo periodo di stabilità economica egli potè dedicarsi con più tranquillità alle proprie ricerche artistiche. Lo stesso accadde anche nel 1925, quando fu un mercante di tessuti livornese, Cassuto, ad appassionarsi alla sua arte e a spronarlo alla produzione. Fu proprio Cassuto l’organizzatore della su prima personale a Milano, nel 1927.
La critica accolse il debutto, di un artista ormai sessantenne, con un certo favore, con recensioni dai toni lusinghieri. Le sue nature morte, i suoi vasi da fiori e i suoi paesaggi incontrarono il gusto del pubblico milanese. 
Passato però il momento di entusiasmo per la nuova celebrità, l’artista iniziò a sentirsi intrappolato dalla routine di un’attività regolare e così si separò da Cassuto nel 1929, anche se non sospese l’attività espositiva, partecipando alla Biennale di Venezia del 1930 e ad altre occasioni espositive annuali e regionali.
Dal 1929 al 1935 trascorse la sua vita ospite nelle case di amici e conoscenti, per via dei sui problemi di carattere economico.
Morì all’Ospedale di Livorno a seguito di un’infezione intestinale nel 1942.

G. Bartolena Natura mortaLa sua vita fu sempre strettamente legata alla pittura, attraverso la sua tavolozza egli rinvigorì il mondo appassito dei suoi modelli che popolavano il suo studio. Il suo nome fu legato soprattutto alle nature morte, composte nella maniera più eterogenea possibile oppure nella semplicità assoluta. Il colore fu per lui quasi un’ossessione. Oltre alle nature morte fu anche autore di paesaggi, i quali spesso appaiono sospesi in un tempo mitologico, sono vedute di luoghi contemporanei in grado di trasmettere la continuità con un tempo primordiale.

PDF Free    Invia l'articolo in formato PDF