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Guido Guidi

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Storia ed impegno politico 1853-1859

La propria arte non permetteva ancora a Fattori di guadagnarsi da vivere e così si mantenne grazie alla realizzazione di alcune vignette litografiche per i giornali, questo fu per lui un primo passo verso la grafica, alla quale ritornò negli anni successivi.
In questi anni dipinse molti ritratti dei familiari e cominciò ad essere particolarmente attratto dallo studio dal vero, interesse che si estese anche alla pittura di paesaggio, alla quale si dedicò lavorando all’aperto, a stretto contatto con la natura vera, in campagna.
Nel 1857 partecipò alla Promotrice di Firenze con un dipinto di soggetto storico desunto da una novella di Tommaso Grossi. In questo momento, memore delle sue letture romanzesche e risentendo dell’acceso clima nazionale, è la pittura di storia il genere che più interessa all’Artista.
G. Fattori Soldati francesiDurante il periodo estivo, nello stesso anno, ritrasse alcuni soldati francesi dal vero, i quali si trovavano accampati presso le Cascine a Firenze, dopo essere sbarcati a Livorno per unirsi alle truppe piemontesi in seguito alla dichiarazione di guerra formulata da Vittorio Emanuele II agli austriaci. Questi soldati divennero i protagonisti delle sue tele nei suoi primi esperimenti di dipintura condotti tramite l’apposizione della “macchia”. L’interesse per la storia passò così dal passato glorioso letterario alla contemporaneità reale, il che permise a Fattori di svincolarsi definitivamente da modelli tradizionali, intraprendendo percorsi nuovi, vicini al suo vissuto personale.
In autunno il pittore romano Nino Costa, il quale fu d’importante ispirazione per gli artisti del gruppo dei Macchiaioli, si recò a Firenze in visita all’atelier di Fattori. Questo incontro si rivelò fondamentale per lo sviluppo della carriera dell’artista, il quale fu indirizzato verso ricerche volte ad un nuovo realismo. Costa, oltre a spingerlo verso un più diretto contatto con la natura, lo esortò a partecipare al Concorso Ricasoli, bandito dal Governo provvisorio di Toscana ed intitolato al ministro dell’Interno, Bettino Ricasoli, volto alla presentazione di un’opera che fosse ispirata alle recenti battaglie risorgimentali. Fattori fu proclamato G.Fattori Il campo italiano dopo la battaglia di Magentavincitore grazie alla presentazione, ancora in versione di bozzetto, dell’opera Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta, dipinto poi completato nel 1862. Il soggetto dell’opera fu rivolto verso una concezione moderna della cronaca, egli infatti enfatizzò la fatica, il dolore e la paura, non le epiche gesta dei soldati.
In questa fase, benchè i soggetti fossero per lo più di carattere militare, iniziò ad allargare le sue ricerche a nuove sperimentazioni cromatiche e luministiche, applicando la tecnica della “macchia” a scene di soggetto reale, non più solo di ambito storico, aprendosi ad una sempre maggiore libertà espressiva, ravvisabile soprattuto nella pittura di paesaggio.

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