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Guido Guidi

Guidi Guidi_cavalleria_olio-su-tavola_50x70 Guidi Guidi

Instabilità finanziaria e nuovi riconoscimenti 1882-1890

L’Artista soggiornò in Maremma presso la tenuta La Marsigliana, del principe Tommaso Corsini. Qui, sempre più interessato alla figura umana, intesa come uomo vero calato nella realtà, eseguì diversi studi sul lavoro dei butteri e sul loro stretto e quotidiano rapporto con la natura, facendone l’emblema di un’esistenza primitiva, scandita da ritmi ancestrali.
Al suo nuovo approccio creativo non seguirono però i giusti riconoscimenti, e ciò spinse Fattori ad isolarsi sempre di più chiudendosi in se stesso.
Sono però anche gli anni in cui realizzò le prime importanti incisioni, tra cui Carica di cavalleria per la Società d’Incoraggiamento delle belle Arti di Firenze nel 1883, derivata dall’omonimo dipinto commissionatogli precedentemente dalla Società Promotrice di Belle Arti a Firenze, e nello stesso anno venne nominato professore all’Accademia di Pistoia. Fattori si rivelò un incisore esperto e seppe trasmettere attraverso questo nuovo genere una sorta di essenziale monologo negli asciutti contrasti tra i bianchi e i neri, in grado di mostrare il senso della realtà e degli uomini.
A pesare sulla condizione psicologica di Fattori fu soprattutto in questi anni la precaria condizione economica, furono rare le vendite e gli stipendi da insegnante non furono tali da potergli garantire una vita agiata.
Attorno al 1884 iniziò una relazione con la vedova Marianna Bigazzi, che divenne in seguito la sua seconda moglie e che creò attorno al Pittore una favorevole situazione affettiva ed una certa serenità emotiva che diedero il via ad un nuovo periodo di intensa produzione artistica, sempre più distante dagli aspetti politici e sociali del paese.
Nel 1886 fu nominato professore di perfezionamento all’Accademia di Firenze ed ottenne importanti riconoscimenti a Dresda e a Genova nel 1887, anno in cui inviò a Venezia un nucleo di tre opere ispirate alla vita dei butteri: Il salto delle pecore, Marcature dei puledri e Il riposo, le quali testimoniarono il nuovo rapporto, ormai di tipo spirituale, creatosi con il paesaggio maremmano.

G. Fattori Il salto delle pecore

G. Fattori Marcatura dei puledri

           G. Fattori Il riposo
L’anno successivo eseguì ed espose un gruppo di acqueforti alla Prima Esposizione di Belle Arti di Bologna e la locale Accademia lo nominò membro onorifico.
Fu chiamato ad insegnare all’Istituto di Belle Arti di Firenze e venne nominato membro residente dell’Accademia del capoluogo fiorentino.
Nel 1889 ricevette la medaglia d’oro alla rassegna internazionale di Colonia con Mercato a San Godenzo.

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