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Guido Guidi

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Le donne dei Macchiaioli

Osservando il quadro della ritrattistica femminile nell’ambito della pittura degli artisti macchiaioli si coglie un arco molto vasto di rappresentazione, dalle più umili contadine, salendo attraverso le popolane, fino ad arrivare alle signore dell’alta borghesia. Apparentemente figure molto lontane, senza quasi una possibilità di accostamento le une con le altre, ma in realtà più semplicemente accomunate dall’essere donne e quindi legate da un filo comune fatto di maternità, famiglia, lavoro, temi cari all’ideologia ottocentesca.
Gli artisti sono interessati alle protagoniste del mondo contadino, colte nella loro semplicità quotidiana ma anche caratterizzate psicologicamente.
Cristiano Banti, ad esempio, predilige le “trecciaiole”, le povere lavoratrici che popolavano abitualmente la provincia, occupate ad intrecciare i cappelli di paglia per Firenze. C. Banti Ritorno dalla messaEsse animarono lo sciopero della provincia toscana nel 1896 per protestare contro lo sfruttamento, i soprusi e i salari miserevoli.
Telemaco Signorini volge invece la sua attenzione ad un’altra categoria femminile, cioè quella delle “bigherinaie”, lavoranti nella tessitura. Inoltre, quando, attorno al 1865 inaugurerà il nuovo filone sociale nella sua pittura, tra i sui dipinti figurerà La sala delle agitate, opera che rappresenta il reparto psichiatrico femminile dell’Ospedale Bonifacio di Firenze, nel quale protagonsta è una donna stante, al centro della composizione, in preda ad una forte eccitazione. Opera di crudo realismo, nella quale non sembra esserci partecipazione emotiva, ma in cui è possibile leggere una volontà di denuncia sociale da parte dell’artista. T. Signorini La sala delle agitate
Anche nelle opere di Silvestro Lega la presenza femminile è una costante, ritratta nelle fattezze delle scomposte giovani livornesi (La bella del Gabbro), ma anche in quella sorta di microcosmo tra casa e giardino, fornendoci un’importante documentazione sulle abitudini e i costumi delle protagoniste della media borghesia italiana. Nelle sue donne sembrano riflettersi gli atteggiamenti e la sensibilità di un’intera società, in un momento di crisi politica, sembra ritrovare nella donna il perno della stabilità familiare.
Nella pittura di ritratto nei decenni successivi all’unità d’Italia la figura femminile è la più frequente.
La produzione di immagini, influenzata dal Positivismo nascente, dallo sviluppo della fotografia e dall’interesse per il realismo, si sviluppa in direzioni diverse. Da un lato le figure semplici e potenti della pittura macchiaiola e dall’altro le sofisticate fotogafie che ritraggono signore riccamente abbigliate.
G. Boldini Mademoiselle LanthelemeModa e pittura si mescolano, si influenzano reciprocamente. L’avvento della fotografia sembrava aver sconfitto il ritratto pittorico, ma la pittura aveva la sua arma nel colore, che la poneva in grado di poter influenzare i dettami dell’abbigliamento.
Così, attraverso i dipinti, possiamo osservare il cambiamento delle mode. Il passaggio dalla crinolina circolare che avvolgeva le signore, allo strascico in fondo alla gonna. Le donne splendidamente ritratte da Giovanni Boldini, ad esempio, sono spesso avvolte in speldidi abiti che rispecchiano l’ultima moda parigina (Mademoiselle Lantheleme). Oltre ad un ideale femminile, molti ritratti riflettono una moda precisa, costutiscono un inventario della società femminile toscana.

Le tele degli artisti macchiaioli, andando a catturare i momenti privati e quotidiani, ci forniscono informazioni importantissime in merito al costume e alla condizione femminile. Ritroviamo così, riccorrenti in molte tele, ragazzine, in abiti da camera, intente a seguire lezioni di piano (Adriano Cecioni Lezione di piano, Silvestro Lega Signora al piano).

A. Cecioni Lezione di piano        T. Signorini La toeletta del mattino

Oppure donne colte nell’intimità ad occuparsi della propria toilette (Telemaco Signorini La toeletta del mattino, Giacomo Favretto Dopo il bagno) o giovani intente ad apprendere una lezione o un lavoro (Odoardo Borrani L’analfabeta, Silvestro Lega L’educazione al lavoro).

O. Borrani L'analfabeta                              S. Lega L'educazione al lavoro
Infine, “donne patriottiche” che forniscono il  proprio contributo alla nazione cucendo le camicie rosse (Odoardo Borrani Le cucitrici di camicie rosse).
O. Borrani Le cucitrici di camicie rosse

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