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I Macchiaioli a Parigi

G. De Nittis Signora con caneIn questi decenni, decisivi per il rinnovamento dell’arte europea, volta verso la scoperta del Realismo, gli influssi reciproci tra Italia e Francia e in particolar modo tra Firenze e Parigi furono importantissimi. Rimase a lungo irrisolta la questione in merito a quale movimento, tra Impressionisti e Macchiaioli, avesse avuto priorità cronologica. Le due scuole crebbero autonomamente, grazie al generale clima costituitosi in Europa e tramite gli scambi artistici e culturali avvenuti grazie ai continui spostamenti degli artisti italiani e francesi, che porterà, alla metà dell’Ottocento, allo sviluppo di una comune rivoluzione pittorica.
In realtà, i Macchiaioli dal punto di vista cronologico precedettero l’Impressionismo, il quale tuttavia fu fucina di grandissime personalità artistiche, tali da sovrastare qualsiasi movimento coevo. Il dibattito che volle contrapporre le due correnti fu lungo e sterile, con l’intento ricorrente di far prevalere i francesi in una gara inutile ed impossibile.
Certamente i Macchiaioli derivarono molti spunti e sollecitazioni dall’arte di Parigi, ma conservarono sempre profonde radici italiane ed una propria originalità stilistica.
Alcuni artisti da Firenze, città nella quale avevano aderito alla scuola dei macchiaioli, si stabilirono in Francia, trasformandosi in parigini a tutti gli effetti, ma portando con sè a Parigi la tradizione del gruppo fiorentino.
G. De Nittis Le corse a LongchampsGiuseppe De Nittis, pugliese di nascita, si trasferì a Parigi nel 1867, dove riuscì, sviluppando il suo talentogià espresso nelle vedute napoletane, ad allineare il suo stile alla mondanità e al gusto per l’eleganza tipicamente parigino. In particolar modo i suoi ritratti, ricchi di glamour e con un vivo senso del colore, riscontrarono fin dagli esordi un rapido successo. Divenne amico dei maggiori pittori, tra i quali soprattutto Degas, il quale lo invitò alla prima mostra degli impressionisti del 1874, e frequentòi maggiori salotti con un grande successo commerciale. De Nittis non può essere classificato come artista impressionista, ma certamente questa stagione della sua vita fu florida di suggerimenti per il suo stile.
Sempre nel 1867 arrivò a Parigi Giovanni Boldini, che vi si trasferirà definitivamente nel 1871. La sua indole si rivelò fin da subito adatta a tradurre nei suoi dipinti il mondano clima parigino. Soggetti ricorrenti delle sue tele furono i protagonisti di una società allegra: carrozze, belle donne, abiti importanti, uomini illustri. Oltre alla sua permanenza a Parigi va ricordato un soggiorno a Londra nel 1870, durante il quale si occupòdi ritrarre l’alta aristocrazia inglese. Anche se la sua notorietà resterà legata soprattutto alla ritrattistica, Boldini fu anche un abile vedutista, grazie al suo studio approfondito delle opere di Courbet e Manet.
F. Zandomeneghi La ballerinaFederico Zandomeneghi si recò nella città in occasione della prima mostra degli Impressionisti nel 1874. Non accolse fin da subito queste innovazioni stilistiche, che inserì all’interno del proprio stile solo dopo qualche anno di permanenza, pur mantenendo intatta la propria originalità. Mantenneo ttimi rapporti con gli artisti francesi, quali Degas e Renoir, prendendo parte anche alle mostre del gruppo impressionista, ottenendo riconoscimento di critica e successo di pubblico. Molto prezioso fu anche il lavoro di accoglienza operato da Zandomeneghi, in favore degli artisti fiorentini di passaggio nella città di Parigi. Con Boldini fu un punto di riferimento per gli artisti toscani giunti in città.
Infine, anche il critico dei macchiaioli, Diego Martelli, vide nella città di Parigi l’opportunità di svincolare la corrente dei Macchiaioli dalla “provincia”, cercando di collegare toscani e francesi in un dialogo fervente, avvalendosi di molte amicizie tra i pittori più noti.
Fra il 1860 e la fine del secolo saranno fittissimi il numero dei viaggi e la rete degli scambi intercorsi fra i Macchiaioli e gli artisti di istanza a Parigi, città considerata fulcro dell’arte internazionale. Anche a Parigi, come a Firenze, furono i Caffè il luogo di acceso dibattito artistico e politico. In particolar modo, gli spazi di ritrovo prediletto furono il Caffè Guerbois e il Caffè Nouvelle Athènes.

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